Focusing Inside

Come dentro, così fuori…

Quando focalizzo è come se al mio interno mi posizionassi al centro di me, un luogo misterioso, una realtà tanto indubitabile quanto inafferrabile che le diverse tradizioni di pensiero filosofico, spirituale, psicologico nominano in modi diversi, e che io, ispirandomi ad alcune di esse, chiamo “Sé”.  Da quel luogo i Chiamo quel luogo la sedia del facilitatore interno.

Quando mi accomodo su quella ‘sedia’, posso percepire la Presenza che quel luogo emana, come fossi un albero pieno di gemme toccato dal sole di primavera; allora posso sentire le sue straordinarie qualità di discernimento non giudicante, accettazione positiva incondizionata, conoscenza empatica, e soprattutto una fiducia assoluta nella Vita. Basta una goccia, un raggio di questa Presenza per disattivare il pilota automatico che governa gran parte dell’esistenza e aprire spazi di liberà, di creatività. È qui che in base alla mia esperienza la pratica del Focusing coincide con quella della consapevolezza-Mindfulness: il ‘soggetto’ che si relaziona ai contenuti mentali o al vissuto è lo stesso, il Sé –  o nel mio prosaico linguaggio, il Facilitatore interno. La differenza è che nel Focusing, a) l’attenzione è primariamente rivolta alle  ‘sensazioni significative’, e b) si interagisce con esse e col vissuto in generale come se si fosse un Facilitatore di processi di apprendimento-cambiamento (un certo tipo di Facilitatore roremediatore, counsellor, coach, terapeuta,   in un modo che assomiglia a maniera speciale.

Trasportare nella dimensione interpersonale le conoscenze del Focusing permette di rapportarsi al mondo esterno come se fosse il nostro mondo interiore. Per esempio possiamo relazionarci nella modalità focusing alle persone che abbiamo di fronte (una conversazione con un collega o una riunione di lavoro con più partecipanti) come se esse fossero ‘parti di noi‘.

Ora, che succede quando ci rapportiamo nella modalità focusing con qualcuno con cui siamo irritati come se lei o lui fosse una ‘parte di noi‘ (per esempio quella parte di noi che in certe situazioni si arrabbia con noi stessi perché per l’ennesima volta abbiamo fatto qualcosa che giudica sbagliato)?

Che succede quando durante una riunione interagiamo nella modalità focusing con persone che confliggono come se esse fossero ‘parti di noi’ (come quandosiamo combattuti tra il fare o non fare una certa cosa, per cui si potrebbe dire che c’è una parte di noi che vorrebbe agire, una parte di noi che però non vuoleagire perché ne teme le conseguenze, e una terza parte che è stanca e scoraggiata di ritrovarsi in una situazione che sperava superata)?

Se la prospettiva t’interessa, possiamo prendere diverse vie per sviluppare il discorso…

 

TESTI CHE TRATTANO DA PIU’ ANGOLAZIONI L’ARGOMENTO “INSIDE”

Il cliente del clienteIn questo articolo, tradotto dalla collega Emmy Parisi, Gendlin spiega cosa bisogna che accada in una relazione d’aiuto affinché possano prodursi i cambiamenti desiderati. Il discorso vale tanto per le cure prestate in ambito professionale, quanto per le cure che naturalmente caratterizzano la dimensione affettiva dei rapporti umani. È anche un ottimo esempio di applicazione della prospettiva “come dentro, così fuori” e “come fuori, così dentro”.

Filosofia dell’Implicito.

 

Seguono alcuni articoli che aiutano a comprendere la teoria e la pratica del Focusing offrendo una prospettiva originale sul fenomeno che chiamiamo ‘esperienza’.

In che modo il corpo conosce una situazione?

Pensare al di là dei modelli: corpo, linguaggio e situazioni.

Cinque argomenti di filosofia per spiegare il focusing a chi non lo conosce.

 

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