Il MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) ha realizzato una sperimentazione progettuale dal 2020 al 2025 insieme a 34 partner (16 scuole e 18 enti) in 14 città italiane – Palermo, Catania, Cosenza, Gioiosa Ionica (Rc), Rossano Calabro, Brindisi, Andria, Benevento, Roma, Livorno, Milano, Bergamo, Collegno, Torino – su una strategia di contrasto alla povertà educativa minorile denominata “Scuole Aperte Partecipate”. Il progetto, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo omonimo, è raccontato per esteso su territorieducativi.it (in particolare nell’inchiesta Abbiamo aperto le scuole alle comunità).
La sperimentazione ha focalizzato quattro dimensioni: gli spazi dove la comunità si incontra e sperimenta le azioni per il contrasto; i rapporti e la collaborazione con le istituzioni che dovrebbero programmare le politiche e le azioni di sistema sul territorio; il tema della costruzione di una rete locale territoriale che abbia cura e moltiplichi le azioni per il contrasto; il tema della partecipazione della comunità alle azioni messe in campo da progetti e politiche.
Il manuale pratico realizzato da Roberto Tecchio, Il Metodo del consenso per la gestione partecipata delle riunioni, raccoglie i risultati e le pratiche sul tema della partecipazione avviate nel progetto.
La partecipazione è la dimensione che tiene insieme tutte le altre (spazi, istituzioni, reti); senza partecipazione, i progetti e le politiche non hanno il successo sperato, terminano con i fondi messi in campo e l’apertura delle scuole resta solamente un gesto formale. Un processo partecipato è certamente più impegnativo, ma pone le basi per una sostenibilità nel lungo periodo. Anche i passaggi generazionali richiedono l’utilizzo di un metodo partecipativo, senza il quale la spinta iniziale tende ad esaurirsi. La partecipazione è “faticosa” perché richiede un dialogo, un confronto, la risoluzione di divergenze e conflitti, una gradualità e una maturazione nelle decisioni e nella crescita. Questo “rallentamento”, però, rappresenta una vera e propria “palestra di democrazia”, di cittadinanza attiva e consapevole, all’interno della quale si impara a riconoscersi e ad ascoltarsi reciprocamente, a risolvere problemi e a prendere decisioni, in sostanza, a gestire processi collettivi. In una scuola aperta partecipata si cammina e si cresce tutti insieme, senza escludere o lasciare indietro nessuno.
Il manuale è uno strumento prezioso per sostenere e consolidare i processi di cambiamento avviati con le comunità del progetto.
Articolo di Gianluca Cantisani. Responsabile MoVI del progetto
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